no title
speriamo di non fare un altro post-monnezza ( quella che oramai sembra albergare solo nei miei pensieri più intimi…mi continuo a bastonare: ormai ho indossato questo abito da sfigata e ci sguazzo dentro…come mi piace sentirmi così inadeguata e al sicuro tra queste stoffe conosciute e fuori moda…)
non c’è nulla da preoccuparsi, Gelmini a parte.
in realtà anche se sono pensierosa, malinconica, delusa, insofferente mi dico e dico di “essere fiduciosa/i”, oggi l’ho detto in molte circostanze con grande stupore degli astanti, me compresa.
ciò che più mi è piaciuto ascoltare in questa giornata sfrontatamente calda è questa metafora:
ogni inverno si trasforma sempre in primavera, ed ogni inverno ci serve, è utile per il raccolto per quanto esso sia freddo.se sapessi citare la frase che ne sintetizza in maniera perfetta il significato sarebbe molto bello e dignitoso anche per colui che l’ha scritta/pensata, nichiren daishonin.
ciò che più mi ha fatto riflettere, mentre ascoltavo un’esperienza seduta su una delle sedie messe a cerchio, è questo: in genere quando ci si separa da una persona si tende a parlar/dir male di chi ci ha provocato il dolore (tutto ad un tratto diventa il peggio dei peggio), e se provassimo a pensare a quella persona che ci fa soffrire come una funzione esterna, una circostanza, un’occasione, una possibilità di confrontarci con la nostra sofferenza, con la parte più profonda di noi? in questo modo l’altro diventa solo ( e non è poco) uno specchio della nostra soffrenza e non un malvagio da dover sopprimere e dimenticare in malo modo.per assurdo dovremmo anche ringraziarlo…
sono tornata ad una riunione buddista (Divisione Donne) dopo circa un anno: stasera ho voluto ri-provare, ri-determinare, ri.
ritorno verso casa sotto braccio con anna rita, passiamo davanti al cinema porno, poi da sola giro a destra e imbocco l’isola pedonale. cammino coraggiosa, fiduciosa e affamata verso casa; un’allegra, calorosa e simpatica compagnia, inaspettatamente mi stimola a fumare l’ultima sigaretta della giornata ed a scrivere un post. (grazie).
ricevo una telefonata anch’essa inaspettata, mangio una fresella con il tonno e tra un pò vado a letto.
complesso della “sora Camilla”: tutti la vonno…
ma come si fa a sposare un uomo? cioè, quali regole o leggi sottostanno a questo complesso meccanismo?
voi, donne che avete pronunciato il fatidico sì, come avete fatto? cosa gli avete detto o fatto mangiare al vostro Uomo?
è un problema serio. Una persona normale, di 34 anni, se la può fare o no ’sta domanda?
mi piacerebbe, questo si (sposarmi, dico)…. e mi viene da pensare che in 2/3 storie (più o meno lunghe e più o meno serie) nessuno mi ha mai chiesto di sposarlo (più o meno seriamente). Ne-ssu-no. E neanche ho mai lasciato intendere di volere il festone con la chiesa, gli invitati e i fotografi attenti ad ogni spostamento…Ma-i. Necessito di una stabilità emotiva che dubito possa arrivare da un partner, ma reputo importante fondare ora, a 34 anni, rapporti con un più ampio senso di progettazione, altrimenti è un pò perdere del tempo.
rileggendo ho avuto l’impressione di essere incappata nella “posta del cuore” di un giornale prettamente femminile, di quelli che al bagno stimolano la defecazione. avrei voluto, quindi, non pubblicarlo; ma visto che ultimamente c’è penuria e pigrizia di post, lo pubblico lo stesso.
a presto
quasi come la prima volta…impacciata, senza parole da scrivere, le dita bloccate dai pochi pensieri: un ritorno sul mio blog inaspettato, approfittando di una connessione a casa di amici. Avrei voluto cambiare l’aspetto invernale della “testata”…ma ho poco tempo e non sto usando la mia macchina.
tutto sommato, va bene.
domanda inutile
ogni tanto me lo chiedo:” come sto?”
tanto per iniziare sto seduta, rilassata, le gambe piegate, i polsi liberi. mi sono addormrntata con l’alba che è stata annunciata da un contrastante rumore di auto e uccelli in canto, quasi urlanti. Gli occhi hanno visto appena il giorno, poi il cuscino ha accolto le mie tempie ancora sudate, non ho sognato.
Faccio esattamente tutto ciò che vorrei fare, mi sento al centro della mia rivoluzione umana, la prima metà dell’anno è stata faticosa e riflessiva, tanta solitudine che mi ha dato l’occasione di resettarmi. imparo tanto dalle persone che incontro, mi alleno a condividere emozioni profonde con lo scopo di acquisire un migliore vocabolario dei sentimenti; le mie impalcature spesso non mi facilitano l’accesso al sentire e alla liberazione di energie che così rimangono latenti e bloccate…
la fase empirica, quella della sprimentazione concreta, laboratoriale è in pieno svolgimento. Mi coglie preparata e consapevole, a tratti. La curiosità, mia compagna da sempre, l’ottimismo e la leggerezza mi regalano momenti di vita veramente importanti, per me , in questo momento.
sono una persona fortunata.
“L’UNIONE FA LA FORZA”
…mi ha scritto una collega, informandomi della scelta del master fatta dall’unito gruppo SSIS (2002-2004)!
tutti hanno scelto il master “PRINCIPI PER LA PREVENZIONE DEL DISAGIO” ed io mi sento esclusa perchè trovo molto più interessante “TECNOLOGIE DELL’ISTRUZIONE”… uff
1500 ore (di corso) ad informarmi/formarmi su:
- bullismo ( odio solo la parola e su questo argomento potei scrivere post su post dell’inutilità dell’aver portato con violenza questo fenomeno nelle scuole dagli operatori stessi e da tutti quelli che ne parlano…se mi riesce giuro che lo faccio un post sul bullismo),
- sviluppo comportamentale/affettivo dell’adolescente,
- disagio e criminalità,
- il ruolo dei mass media, della scuola e della famiglia….
scusate, non è proprio un atteggiamento da insegnante ( che stamattina si è fatta l’ultima seduta di esame e che dal 30 giugno è ufficialmente disoccupata…), ma posso fare un grosso BLEAH???!!! inorridisco, rifiuto l’idea.
insomma, ancora non ho fatto l’iscrizione completa…anche se la scadenza è il 30 giugno e penso, rifletto a tutti i pro e i contro della scelta divergente.
Tecnologie dell’Istruzione è veramente più attuale (altro che bullismo…), si tratterà della microstruttura dei processi cognitivi, dell’ intelligenza artificiale, ipermedia e ipertesti, delle nuove tecnologie didattiche, dell’interazione uomo-macchina…insomma è tutto così nuovo, così interessante…perchè, mi chiedo perchè hanno scelto il disagio?
E’ chiaro! Mi troverò a dover affrontare da sola questo master, sola (e questo è pur sempre disagio! )…sempre (…)
domani vado a fare le fototessera, poi provvederò alla R.R. e al salasso economico…( è veramente tanto, ma mi dà 3 punti per il punteggio in graduatoria…già), ma prima di tutto dovrò ricercare la data esatta del giorno della laurea…son già 2 gg che cerco ma non trovo…mah
e per finire: è vero che l’unione fa la forza…MA PURE DA SOLA ME LA CAVO.
7euro/h
non è che voglio fare la sofisticata, o quella che “non ha realmente bisogno di lavorare sennò lo farebbe”…è che c’ho messo tanto a decidere di lasciare le 7 euro/h che ora ritornare indietro… boh…non sò…ho bisogno di lavorare perchè il contratto a tempo determinato è (ahimè) terminato e l’affitto, la macchina, il motorino, internet (no, internet me lo paga mamma), le bollette, psaico, spmt e un vizio hanno bisogno di pecunia per continuare ad essere… loro sì che sono a tempo indeterminato!
ma tutto ciò, in realtà, non mi preoccupa affatto…sò che ce la farò, come ce l’ho sempre fatta…
è ritornare a 7euro/h che un pò mi fà riflettere dubbiosa, e poi scettica penso anche a come ritornare lì…diciamocelo in faccia: “qualcosa di profondo è cambiato da dicembre”, e questo lo dico con certezza….ed ora mi sembra assurdo rivedermi con la maglietta verde mela con la scritta staff sul culo!
no, no, no. non ci siamo.
jazz
“Per conoscere George Gershwin: una presentazione a cura della classe di canto jazz di Giuppi Paone”
Scuola Popolare di Musica di Testaccio
sala concerti di Piazza Giustiniani
ore 21,00
giovedì scorso ho partecipato a questo saggio, a conclusione dell’anno, cantando queste due songs:
Embraceable you, tratta dal musical “Girl Crazy” (1930)
in questo pezzo mi ha accompagnata al pianoforte Raffaella.
Fred Astaire e Ginger Rogers gli interpreti
io l’ho cantata insieme ad Italo, al piano Guido.
egocentrismo
sembra che gli esami li debba fare io e non la IIIM
per incontri come quello di stamattina ci metterei la firma per riviverlo “così come è stato” almeno 200 volte…
ho finalmente (???) trovato, ritrovato (???) “Qualcosa” che avevo perso qualche tempo fà…la sensazione è meravigliosa
ho visto Persepolis su un divano verde
mi sono svegliata bene
ho pranzato col padrone di casa
mia madre ed io abbiamo comprato un paio di scarpe uguali…
ho “scattato delle foto” a mio padre
ho cessato il mio abbonamento con fasteweb
sono stata su un palco sabato
ho cercato di completare in tempo per la fine dell’anno scolastico i registri
ho studiato canzoni che non ho cantato
ho fatto la spesa
ho annaffiato le piante
ed ora basta con questo egocentrismo.